Jorge Martín prima del Gran Premio di Francia: "Restiamo cauti riguardo alle nostre aspettative" 0
Alex Rins è uno di quei piloti che, senza farsi notare troppo fuori dalla pista, è riuscito a costruirsi una solida carriera grazie al talento innato e a una determinazione incrollabile. Nato l'8 dicembre 1995 a Barcellona, scopre il motociclismo in tenera età e scala rapidamente i vertici delle competizioni spagnole, prima di approdare nel campionato mondiale Moto3 nel 2012 con il team Estrella Galicia.
Nella sua seconda stagione in Moto3, nel 2013, ha lottato per il titolo contro Maverick Viñales e Luis Salom, concludendo infine al secondo posto nel campionato del mondo con sei vittorie. Nel 2014, è rimasto competitivo ma non è riuscito ad assicurarsi il titolo, il che lo ha spinto a passare alla Moto2 nel 2015. Con il team Pons Racing, ha subito impressionato, arrivando secondo nel 2016 dopo una grande battaglia con Johann Zarco.
Il suo talento non passò inosservato e fu reclutato dalla Suzuki per fare il suo debutto in MotoGP nel 2017. Le sue prime stagioni furono caratterizzate da buone prestazioni, anche se spesso rovinate dagli infortuni. Ma nel 2019 ha dimostrato di avere le carte in regola per essere un vincitore, vincendo il suo primo Gran Premio MotoGP ad Austin, prima di battere Marc Márquez in uno spettacolare duello a Silverstone.
Nel 2020 e nel 2021, rimane un serio contendente, ma non ha la continuità necessaria per lottare per il titolo. Quando Suzuki annunciò il suo ritiro dalla MotoGP nel 2022, concluse in bellezza la sua avventura con il marchio giapponese, conquistando due vittorie nelle ultime gare della stagione.
Nel 2023 entra a far parte della Honda nel team satellite LCR. Nonostante guidasse una moto non competitiva, riuscì ad ottenere un'incredibile vittoria al Gran Premio degli Stati Uniti, dimostrando ancora una volta il suo talento. Ma un grave infortunio lo tenne lontano dai circuiti per diversi mesi, complicandogli la stagione.
Nel 2024 ha firmato con il team ufficiale Yamaha, sperando di ritrovare un livello di competitività più elevato e affermarsi come un contendente abituale al podio.
Nel suo palmares non figura ancora un titolo mondiale, ma resta uno dei piloti più esperti e talentuosi della griglia della MotoGP, sempre pronto a cogliere la minima opportunità per distinguersi.