Il "Roar Before the 24" è un test ufficiale obbligatorio per i team che partecipano alla 24 Ore di Daytona. Organizzato sul circuito stradale del Daytona International Speedway, consente ai team di convalidare le proprie auto, effettuare prove in notturna e preparare gli assetti specifici necessari per la gara endurance più impegnativa del campionato. IMSA.
Fino alla fine degli anni 2010, il Roar si svolgeva solitamente all'inizio di gennaio, a volte diverse settimane prima della Rolex 24. Il suo formato era allora semplice: diverse sessioni di prove libere distribuite nel fine settimana, senza implicazioni sportive dirette, ma con un'importanza cruciale per l'affidabilità e le prestazioni.
Un programma più serrato e un formato riprogettato
Un primo grande cambiamento si è verificato all'inizio degli anni 2020. Dal 2021, in un contesto segnato dalla riorganizzazione dei calendari e dai vincoli logistici post-Covid, l'IMSA ha deciso di avvicinare il Roar alla settimana di gara, posizionandolo ora appena prima della Rolex 24.
Questo legame più stretto cambia profondamente la natura dell'evento: il Roar non diventa più una prova a distanza, ma una prova generale immediata, pienamente integrata nel percorso che precede la gara.
L'era delle gare di qualificazione (2021-2022)
La trasformazione più radicale è avvenuta nel 2021 con l'introduzione di una gara di qualificazione di 100 minuti, che si tiene durante il Roar. Questo evento, spesso chiamato Motul Pole Award 100, determina poi la griglia di partenza per la 24 Ore di Daytona.
Per due stagioni (2021 e 2022), il Roar non si è più limitato alle prove: è diventato un evento ibrido, che combinava tempo in pista, strategia e competizione reale. Sebbene l'iniziativa offrisse emozioni e un immediato riscontro sportivo, è stata anche criticata per la pressione aggiuntiva esercitata sui team, costretti a gestire un'intera gara ancor prima dell'inizio della classica della Florida.
Ritorno a un formato più tradizionale dal 2023
Dal 2023, l'IMSA compie un deciso passo indietro. La gara di qualificazione viene eliminata e il Roar torna a un format più vicino al suo DNA originale: sessioni di test ufficiali per tutte le categorie (GTP, LMP2, GTD Pro, GTD), prove diurne e notturne e le classiche sessioni di qualificazione, simili a quelle del resto della stagione, per stabilire la griglia di partenza della Rolex 24.
Questa scelta mira a semplificare la preparazione del team e a riconcentrare il Roar sulla sua funzione primaria: massimizzare il tempo di guida e la qualità dei dati raccolti.
Un rinnovato focus sui test puri
La modifica più significativa dal 2025 è che le qualifiche ufficiali per la 24 Ore di Daytona non si svolgono più durante il Roar, ma durante la settimana di gara, solitamente il giovedì precedente l'evento. Il Roar diventa quindi un fine settimana dedicato esclusivamente alle prove libere, senza alcun impatto diretto sulle posizioni in griglia.
Questa riorganizzazione consente ai team di lavorare senza la pressione immediata del cronometro, lasciando alla settimana di gara la gestione dei momenti chiave: qualifiche, sessioni finali notturne e crescente tensione mediatica.
Un evento arricchito dalle gare di supporto
Parallelamente a questi sviluppi, il Roar si è strutturato come un vero e proprio evento del fine settimana, con l'integrazione di gare di supporto. La VP Racing SportsCar Challenge (successore dell'IMSA Prototype Challenge) ora disputa due gare sprint, offrendo emozionanti azioni in pista e integrando il programma IMSA WeatherTech.
Un'identità ora chiarita
Dopo diversi anni di sperimentazione, il Roar Before the 24 sembra aver trovato un equilibrio più coerente. Meno spettacolare rispetto all'epoca delle gare di qualificazione, rimane essenziale: è ora il momento chiave in cui vengono stabilite le gerarchie tecniche, convalidati i pacchetti GTP e gettate le basi per una Rolex 24 di successo.
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