Pirelli, l'architetto dello spettacolo in Qatar?

Richiedendo ai team di completare lunghi stint, fino a un massimo di 25 giri per ogni treno di pneumatici, per motivi di sicurezza, la casa italiana si è affermata come protagonista di un Gran Premio movimentato. Dopo Monaco, si tratta di un ulteriore passo verso l'adozione su larga scala dei due pit stop obbligatori?

pubblicato 02/12/2025 à 20:00

Cyprien Juilhard

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Pirelli, l'architetto dello spettacolo in Qatar?

© DPP

"Nel 2026, spero che la situazione sia simile a quella di quest'anno, dove gli pneumatici giocano un ruolo importante, ma il vero eroe rimane il pilota. Vogliamo che sia il pilota a fare la differenza." Mario Isola ha confessato ad AUTOhebdo lo scorso settembre. È chiaro che il destino ha smentito il direttore di Pirelli Motorsport. Perché, prima ancora che il costruttore...

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commenti

2 Commenti)

L

Luca Paolo

03/12/2025 alle 09:33

È inconcepibile che un costruttore emani un regolamento del genere per un Gran Premio! È una totale mancanza di rispetto per i buoni piloti, capaci di gestire correttamente le gomme, che è la base per la vittoria! Già che ci siamo, dovrebbero anche introdurre regolamenti per olio, batteria e carburante per un certo numero di giri! E perché non controllare al traguardo se il pilota si è fatto la pipì addosso, ecc... Questa nuova F1 sta diventando sempre più triste :(:(:(:(:(

V

vincent moyet

03/12/2025 alle 12:27

Le dichiarazioni d'intenti vanno benissimo, ma se passiamo a due pit stop obbligatori a ogni Gran Premio con un numero massimo di giri per treno, qualsiasi strategia diventerà inutile. A volte c'è già poca azione...

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