Introdotto nel 2014 Harley Knucklehead 1 e più elettrificati per la stagione 2026, i motori ibridi turbo V6 potrebbero dire addio entro il 2030, con Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, che ha annunciato di puntare al ritorno dei propulsori V8, il cui sound manca a molti piloti e appassionati, entro il prossimo decennio.
Il V8, il motore per eccellenza della Formula 1 sin dagli anni '60, ha avuto una storia affascinante prima della sua scomparsa alla fine del 2013. Inizialmente solo una delle tante opzioni agli albori della F1, tutto cambiò nel 1967 con l'arrivo del leggendario Ford-Cosworth DFV. Questo motore conquistò 155 vittorie fino al 1983, affermandosi come un propulsore dal costo contenuto che permise anche ai team più piccoli di battere i giganti dello sport. Dopo il divieto dei motori turbo alla fine del 1988, il V8 dovette convivere con i V10 e i V12 nell'era dei motori aspirati da 3,5 litri, compensando il suo deficit di potenza con una leggerezza e un'efficienza nei consumi superiori.
Il V8: più semplice, più economico
Il vero periodo d'oro del V8 è stato tra il 2006 e il 2013, quando è diventato l'unico standard imposto dalla FIA per frenare le prestazioni sempre più elevate dei vecchi V10. Oggi, il progetto di ritorno del V8 si basa su una filosofia di semplificazione simile.
Con il ritorno del motore V8 previsto per il 2030, la FIA prevede una riduzione del 65% dei costi del motore e una diminuzione del 30% del tetto di spesa, grazie a un V8 alimentato al 100% da carburante sostenibile. In linea con gli obiettivi "Net Zero" della F1 per il 2030, una tale power unit avrebbe un'impronta di carbonio praticamente identica a quella dell'attuale V6, offrendo al contempo una soluzione tecnica significativamente meno costosa per i costruttori di motori.
Indimenticabili quanto i V8, i motori V10 hanno debuttato nel 1986 con un blocco progettato da Alfa Romeo, prima di diventare il punto di riferimento assoluto per la piattaforma dal 1989 in poi sotto l'impulso di RenaultGrazie ai due cilindri in più rispetto al V8, il V10 consentiva regimi di rotazione più elevati, pur rimanendo più vantaggioso rispetto ai V12, spesso pesanti e complessi. Tuttavia, il V10 si rivelò troppo costoso a causa delle somme astronomiche necessarie per contrastare le vibrazioni generate da regimi di rotazione prossimi ai 20.000 giri/minuto. Per far fronte all'aumento dei costi e limitare le prestazioni, nel 2006 la FIA sostituì i motori V10 con i V8.
Più recentemente, nell'aprile del 2025, durante un incontro al Gran Premio del Bahrain, il rifiuto della maggior parte dei costruttori di motori ha definitivamente infranto le speranze di un ritorno del V10, ritenuto troppo distante dagli attuali standard industriali, a differenza del V8 che rimane un'opzione valida.
Il ritorno del V8?
L'attuale era ibrida, iniziata nel 2014, ha permesso Mercedes poi Red Bull Il dominio di questo sport, un tempo così schiacciante, sta ora mostrando i suoi limiti. Il regolamento del 2026, che elimina l'MGU-H e limita l'ibridazione al 50% della potenza totale, è stato oggetto di critiche fin dalla sua introduzione. Su alcuni circuiti, le batterie si stanno dimostrando incapaci di accumulare energia sufficiente, causando un fenomeno noto come "super clipping", in cui il pilota subisce un'improvvisa perdita di potenza alla fine del rettilineo. Questa complessa gestione dell'energia crea anche pericolosi divari di velocità in pista. Il ritorno di un motore a combustione interna di cilindrata maggiore, come il V8, consentirebbe quindi una revisione della distribuzione dell'energia, adottando un rapporto elettrico/termico compreso tra 10/90 e 30/70.
Tuttavia, la tempistica solleva alcuni interrogativi. Introdurre un cambiamento del genere già nel 2030 sembra illogico, dato che il ciclo normativo del 2026 si concluderà alla fine dello stesso anno. Inoltre, i costruttori sono restii a finanziare due piani di investimento paralleli. Infine, se l'obiettivo del 2026 è quello di incoraggiare le battaglie in pista, il passaggio ai motori V8 non dovrebbe avvenire a scapito dello spettacolo. In ogni caso, il presidente della FIA afferma che, nonostante questi ostacoli, il rombo del V8 non è mai stato così vicino a risuonare di nuovo nei paddock.
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Arno
05/05/2026 alle 10:25
Il V10 introdotto dall'Alfa nel '86??? Dovremo rovistare negli archivi...
Alain Féguenne (🇱🇺 Lussemburgo)
05/05/2026 alle 01:45
Sono completamente d'accordo con te… Paul, una Mustang Shelby è un'opera d'arte… Ecco perché l'anno scorso mi sono comprato un'auto che era fuori produzione… Una Hyundai i30 N, cambio manuale, full optional e, soprattutto, con un sound incredibile! È praticamente nuova… Per quanto riguarda il V8, l'idea è ottima, ma diverse case automobilistiche hanno investito molto nelle tecnologie attuali. Quindi il 2030 mi sembra prematuro… Vedremo? 😎👀👍 alainkf1@pt.lu
Paolo Lucas
05/05/2026 alle 10:39
Che gioia era allora sentire quei meravigliosi V8, rispetto ai "gadget" elettrici di oggi! Nel 1967 avevo una Shelby Mustang e mi deliziavo con il suono degli scarichi: quattro sul lato del guidatore e quattro sul lato del passeggero... quanto al consumo di carburante, quella era un'altra storia, ma a quei tempi costava un occhio della testa :)