La Turchia come jolly per la F1 se il Medio Oriente rimane inaccessibile

Con il Bahrein e l'Arabia Saudita ancora fuori dal calendario a causa del conflitto nella regione, la Formula 1 sta valutando diverse opzioni per colmare un vuoto che potrebbe protrarsi fino alla fine della stagione, prendendo in considerazione un candidato inaspettato: Istanbul.

pubblicato 08/05/2026 à 15:42

Zoé Ledent-Mouret

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La Turchia come jolly per la F1 se il Medio Oriente rimane inaccessibile

©François Flamand/DPPI

La situazione in Medio Oriente continua a pesare notevolmente sulla tempistica F1 della stagione 2026. In seguito alla cancellazione del doppio appuntamento in Bahrein e Arabia Saudita il mese scorso, a causa delle tensioni regionali e degli attacchi in Iran, la FIA e la Formula One Management (FOM) stanno cercando attivamente soluzioni per colmare il vuoto nel calendario. Diversi scenari sono sul tavolo e il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, li ha discussi con un gruppo di media.

La prima opzione presa in considerazione è quella di riportare il Bahrein o l'Arabia Saudita sul circuito durante lo spazio disponibile tra i Gran Premi dell'Azerbaigian e di Singapore, nello specifico il fine settimana dal 2 al 4 ottobre. Una seconda opzione prevede un finale di stagione con quattro gare consecutive, con la conclusione posticipata al 13 dicembre. Tuttavia, è la terza ipotesi ad attirare maggiormente l'attenzione: convocare Istanbul, già quest'anno, se non si concretizza una soluzione in Medio Oriente.

Istanbul sta assumendo un ruolo guida

Il ritorno della Turchia in Formula 1 è ufficialmente previsto per il 2027, con un contratto quinquennale firmato fino al 2031, dopo un'assenza di sei anni dall'ultimo Gran Premio di Turchia del 2021. Tuttavia, il presidente della FIA ha lasciato intendere che un ritorno anticipato non è da escludere: "Se non sarà possibile [rimandare Bahrein e Arabia Saudita], allora forse potremmo avere la Turchia quest'anno, se completerà l'accreditamento e soddisferà gli altri requisiti."ha spiegato ai media.

La condizione è quindi chiara: il circuito di Istanbul Park deve prima completare le necessarie procedure burocratiche, un processo che non è ancora concluso. La questione logistica è centrale nelle discussioni. Mohammed Ben Sulayem lo riconosce esplicitamente, sottolineando che qualsiasi decisione deve essere presa senza compromettere il progetto. "Troppa pressione sul personale" della FIA e dei team, già soggetti a un calendario fitto di impegni.

Al di là dello sport, è una questione di sicurezza.

Il presidente della FIA si è inoltre preoccupato di inquadrare la questione nel suo contesto umano. Ha posto la domanda direttamente, in questi termini: "Cosa è più importante? Gli esseri umani o gli sport motoristici? Gli esseri umani sono sempre la priorità." Riguardo alla possibilità che la situazione possa protrarsi fino alla fine dell'anno, è stato diretto: "Se la situazione dovesse persistere a ottobre e novembre, semplicemente non partiremo, perché la sicurezza viene prima di tutto." Il Qatar e Abu Dhabi, che tradizionalmente chiudono la stagione, non possono quindi essere garantiti in questa fase.

Il calendario definitivo per la stagione 2026 rimane quindi subordinato all'evoluzione di una situazione geopolitica che né la FIA né i team possono controllare. L'Istanbul Park, che attende la sua collocazione per il 2027, potrebbe addirittura anticipare la data di rientro prevista, a condizione che le gare in Medio Oriente non vengano riprogrammate quest'anno e che il circuito turco riesca a ottenere l'omologazione prima della fine della stagione.

LEGGI ANCHE > Il Gran Premio di Turchia tornerà nel calendario della Formula 1 a partire dal 2027.

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commenti

1 Commenti)

Yves-Henri RANDIER

11/05/2026 alle 12:55

Nessuna garanzia per il Qatar e Abu Dhabi a fine stagione con gli iraniani che ieri hanno colpito Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati e che, oltre alla loro risposta di ieri che non è affatto consona al pedofilo alla Casa Bianca, sono soprattutto desiderosi del loro confronto diretto con "il Grande Satana"... per il quale si preparano dal 1979!

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