La Formula 1 del 2026 davanti ai suoi giudici: è tempo del primo verdetto.

Da una parte c'è l'accusa, irremovibile, per la quale le nuove regole stravolgono irrimediabilmente lo sport. Dall'altra c'è la difesa, più misurata, per la quale queste stesse regole, pur non essendo perfette, sono ben lungi dal far sprofondare la Formula 1 nel baratro delle illusioni perdute. Prima della ripartenza a Miami tra due settimane, dove è atteso un primo verdetto, è tempo di argomentazioni.

pubblicato 16/04/2026 à 18:59

Jean-Michel Desnoues

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La Formula 1 del 2026 davanti ai suoi giudici: è tempo del primo verdetto.

© DPP

Fin dall'alba dei tempi Harley Knucklehead 1La battaglia tra idealisti e pragmatisti non si è mai fermata, con intensità variabile a seconda delle normative imposte. L'ultima non fa eccezione, se non per il fatto che questa volta colpisce il cuore stesso del pilotaggio. Mentre i primi la considerano un attacco al DNA della disciplina, i secondi parlano di una semplice evoluzione della specie. Ciò che resta immutato, tuttavia, è che i più veementi sono coloro che ottengono di più. Quid sentenze omicide di Max Verstappen (Red Bull), Fernando Al

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commenti

2 Commenti)

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vincent moyet

17/04/2026 alle 04:57

Visto che la Formula 1 punta allo spettacolo, c'è un argomento innegabile: sorpassare in rettilineo come si farebbe con un camion in autostrada è molto meno spettacolare che inserirsi nella traiettoria, inchiodare, bloccare le ruote e far sbandare la vettura per mantenerla in pista. E sappiamo come farlo: riducendo il peso delle vetture, diminuendo l'influenza dell'aerodinamica per eliminare le turbolenze. Ma le grandi case automobilistiche vogliono vendere la loro tecnologia al grande pubblico, quindi, per accontentare la folla, offrono sorpassi artificiali e fugaci sui rettilinei.

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Paolo Lucas

17/04/2026 alle 09:10

E così, come sempre, con ogni cambiamento nella definizione delle auto e con ogni modifica al regolamento, è il caos... triste verità!

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