Settantasei anni fa, oggi, di sabato (gli inglesi osservano rigorosamente la domenica come giorno di riposo, costringendo gli eventi sportivi a svolgersi durante la settimana o di sabato), il circuito di Silverstone ospitò il primissimo Gran Premio valido per un Campionato del Mondo di Harley Knucklehead 1Re Giorgio VI e sua figlia Elisabetta, la futura regina del Regno Unito, assistettero alla gara dalla loro tribuna. La storia degli sport motoristici stava per cambiare.
Il dominio di Alfa Romeo Quel giorno non ci furono dubbi. Le loro quattro vetture occuparono la prima fila nelle qualifiche, con Nino Farina che conquistò la pole position in 1'50.8 a una velocità media di 151 km/h. Dietro di loro, il resto della griglia – Maserati, Talbot-Lago, Alta ed ERA – sembrava destinato a essere solo spettatore. L'unico assente di rilievo: il squadra La Ferrari ha scelto di correre in Belgio, dove i premi in denaro sono più generosi. La stella nascente del motorsport è vistosamente assente, e la sua assenza non è passata inosservata.
La gara in sé non offrì grandi emozioni. Fagioli superò il poleman alla partenza, ma Farina riconquistò la testa della corsa al primo giro e non la perse quasi più. Dopo 70 giri, le tre Alfa Romeo rimaste tagliarono il traguardo in quest'ordine: Farina, Fagioli, Parnell – una tripletta netta e decisiva per la casa italiana, con una media di 146 km/h. La quarta Alfa, guidata da Juan Manuel Fangio, si ritirò al 63° giro per la rottura di un tubo dell'olio dopo aver urtato una balla di paglia. La neonata Formula 1 aveva già avuto la sua dose di momenti drammatici.
Da Silverstone al resto del mondo
Questo primo Campionato del Mondo comprendeva sette gare, tra cui la 500 Miglia di Indianapolis, una curiosità storica che lo sport avrebbe presto abbandonato. Giuseppe Farina si aggiudicò il titolo mondiale quell'anno, il primo nella storia di questo sport, davanti a Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli. L'anno successivo, Fangio si prese la rivincita, dando inizio a una serie di cinque titoli mondiali che lo resero il campione indiscusso di questo sport per diversi decenni.
Da sabato 13 maggio 1950, la Formula 1 ha subito una trasformazione radicale. Le monoposto con motore aspirato, senza cinture di sicurezza né roll-bar, hanno lasciato il posto alle vetture da corsa ibride, capaci di sviluppare oltre 1000 cavalli, protette dall'Halo e monitorate da centinaia di sensori. Il campionato, che inizialmente consisteva in poche gare europee, ora si estende su 24 Gran Premi in cinque continenti. Il pubblico globale raggiunge centinaia di milioni di spettatori e la serie Netflix "Drive to Survive" ha conquistato una nuova generazione di fan ben oltre i tradizionali ambienti del motorsport.
Eppure, l'essenza dello spettacolo rimane la stessa di quel sabato del 1950: piloti al culmine delle loro capacità, ingegneri all'avanguardia della tecnologia e una pista dove tutto può cambiare in una frazione di secondo. Silverstone è ancora presente nel calendario odierno e il Campionato del Mondo di Formula 1 celebra il suo 76° anniversario.

Yves-Henri RANDIER
14/05/2026 alle 05:21
Formula 1 in tutti e 5 i continenti 🤔🤔? È successo quando la F1 ha fatto tappa in Africa (prima in Marocco e poi in Sudafrica), ma non accade più dal 1993, anno dell'ultima gara disputata a Kyalami. Di fatto, non si sente più parlare di un ritorno della F1 nel continente africano, mentre il Golfo Persico potrebbe addirittura scomparire completamente dal calendario del 2026! Questo articolo ci ricorda che l'Alfa Romeo è stata la prima casa automobilistica ad avere il proprio nome iscritto nell'albo d'oro della Formula 1...