Casting XXL ma meccanica in discussione: il grande paradosso della Formula 2

Criticata e criticabile negli ultimi anni, la Formula 2 sta tornando ad essere attraente per i piloti che aspirano alla Formula 1, nonostante gli evidenti problemi che devono ancora essere affrontati.

pubblicato 24/10/2025 à 20:01

Cyprien Juilhard

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Casting XXL ma meccanica in discussione: il grande paradosso della Formula 2

© DPP

Gabriel Bortoleto contro Isack Hadjar. Oggi potrebbe sembrare un duello per il Q3 o per i punti in Harley Knucklehead 1Ma qualche mese fa, si trattava di uno scontro per il titolo di campione di Harley Knucklehead 2, anticamera della categoria delle regine e via privilegiata per accedere al Graal.

Ma ad Abu Dhabi lo scorso dicembre, la battaglia prevista si è interrotta... ancora prima della prima curva. Secondo assoluto al via, Isack Hadjar non ha potuto difendere le sue chance: è rimasto bloccato in griglia, vittima di uno spegnimento nel momento peggiore possibile. I motori Mechachrome della F2 soffrono di spegnimenti ricorrenti, che falsano il campionato, rovinando le possibilità di vittoria, o persino il titolo nel caso di Hadjar. Ha subito l'ira dei meccanici nel momento peggiore possibile, una perfetta illustrazione del paradosso della Formula 2: una categoria in cui il talento è legione, ma dove le risorse meccaniche non sono sempre all'altezza della sfida.

Motori irregolari?

Dall'arrivo delle nuove monoposto all'inizio del 2024, il divario tra i team si è ampliato: i colossi Prema e ART GP sono scesi nella gerarchia, pur avendo – in teoria – le stesse macchine degli altri. Oggi, le squadre stesse faticano a capire cosa le distingua. "La disparità tra auto e motori in F2 influisce sulle prestazioni molto più di quanto la maggior parte delle persone pensi (ecco perché non volevo più gareggiare)". ha twittato Max Esterson, senza punti per Trident quest'anno, prima del suo debutto in IMSA a Piccolo Le Mans.

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In questo nuovo ordine stabilito, il ruolo del pilota è ridotto: non fa più la differenza di prima, e alcuni ne sono inevitabilmente turbati. Victor Martins e Oliver Bearman, primo e secondo nella classifica rookie nel 2023, erano i grandi favoriti per il titolo nel 2024. Ma il francese ha concluso al settimo posto, mentre il britannico ha dovuto accontentarsi del dodicesimo posto. Senza il suo periodo a Ferrari in Arabia Saudita (brillante 7°), Bearman avrebbe potuto perdere l'occasione di passare alla Formula 1, nonostante il suo indubbio talento. Victor Martins, da parte sua, probabilmente non verrà mai chiamato al livello successivo, perché il suo team, ART GP, ha mancato il passaggio al nuovo auto, che fatica a tenere il passo dei migliori.

Così, negli ultimi mesi, la Formula 2 ha talvolta virato verso la parodia. Alcuni piloti, anche quelli meno noti, come Josh Dürksen, vincono gare e salgono sul podio, mentre le "stelle" più acclamate sono in difficoltà. Un senso di legittima ingiustizia sta emergendo tra alcuni piloti come Max Esterson, che preferiscono guardare altrove.

Talenti a bizzeffe

Ma la Formula 2 rimane un enorme paradosso. Quando l'equità sportiva viene violata, arrivano sempre più piloti di fama, con l'obiettivo di alzare drasticamente il livello della griglia. Con Ritomo Miyata, campione di Super Formula e Super GT, ART GP ha lanciato il più grande talento giapponese agli occhi dell'Europa, finora senza successo. Mentre si prevede che il pilota giapponese si unisca a Hitech TGR, potrebbe trovare un'altra grande attrazione sulla griglia: l'americano Colton Herta, speranza del...IndyCar, che arriva per confrontarsi con i giovani più promettenti d'Europa, sperando di dimostrare di meritare la sua possibilità alla Cadillac nel 2026.

Il californiano, secondo in IndyCar nel 2024, dovrà scoprire un nuovo modo di guidare su vetture molto diverse, il cui livello rimane una grande incognita. Mentre Hitech ha brillato nel 2024 grazie a Paul Aron, che alla fine ha concluso al terzo posto in campionato, la stagione è più complicata per Dino Beganovic (8°) e Amaury Cordeel (18°). Colton Herta non ha la garanzia di avere una monoposto competitiva l'anno prossimo.

L'americano ha il coraggio di tentare la fortuna, come il doppio vincitore di classe alla 24 Ore di Le Mans, Nicolas Varrone, che lascia la WEC per mettersi alla prova nelle corse in monoposto. La scelta dell'argentino riflette il rinnovato appeal del campionato, che dovrebbe vedere anche l'arrivo di Kalle Rovanperä nel 2027.

Il due volte campione del mondo di rally è sceso anche in Formula 1 e ha scelto la Formula 2 come suo secondo passo, dopo un debutto pianificato nella Super Formula nel 2026. Con Colton Herta, secondo classificato in IndyCar e il più giovane vincitore della categoria, Kalle Rovanperä, incoronato con due - o addirittura tre, a quel punto - titoli in WRC, Ritomo Miyata, stella delle categorie giapponesi, e Nicolas Varrone, due volte vincitore di Le Mans in LMGTE-AM e LMP2 Pro-Am, la Formula 2 avrà un parterre a cinque stelle per le prossime due stagioni. Se a questo aggiungiamo i giovani talenti provenienti dalle formule promozionali come Rafael Câmara, il livello mostrato promette scintille, a patto che i meccanici non cerchino di recitare un ruolo da protagonisti e si accontentino di occupare il ruolo di comparsa.

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commenti

1 Commenti)

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Hilton Leon

24/10/2025 alle 08:23

Motore Mecachrome francese: motore GP2.

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