Francesco Bagnaia è arrivato secondo nonostante la pole position: "Rispetto all'Aprilia ci manca ancora qualcosa".

Partendo dalla pole position, Francesco Bagnaia non è riuscito a impedire a Jorge Martín di vincere lo Sprint del Gran Premio di Francia. L'italiano ha riconosciuto il distacco dall'Aprilia, ma ha notato segnali incoraggianti in vista della gara di domenica.

pubblicato 09/05/2026 à 16:20

Zoé Ledent-Mouret

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Francesco Bagnaia è arrivato secondo nonostante la pole position: "Rispetto all'Aprilia ci manca ancora qualcosa".

©Ducati Media House

Lo scenario ricordava quello di Austin. Proprio come ad Austin, Francesco Bagnaia arrivò secondo in una gara Sprint vinta da Jorge Martín. La pole position del giorno non fece alcuna differenza: fin dal primo giro, il pilota ufficiale Ducati si ritrovò relegato al terzo posto, superato dalle due Aprilia. Riuscì a riconquistare la testa della corsa su Marco Bezzecchi nei giri successivi, ma il danno era ormai fatto: il campione del mondo 2024, catapultato in testa alla curva Dunlop grazie a una partenza fulminea dalla settima posizione, aveva già preso il largo e imposto un ritmo che nessuno poteva eguagliare.

Per il pilota numero 63, la frustrazione è ancora più palpabile visto che il weekend era iniziato così bene. Conquistare la pole position a Le Mans, in condizioni di asciutto, è un segno innegabile di forza per la Ducati, ma anche per l'italiano, che non sembrava così a suo agio dal Gran Premio del Giappone del 2025. Ma tra la prestazione sul singolo giro e la capacità di mantenere quel ritmo per dieci giri contro le Aprilia altamente competitive, c'è ancora un divario che l'italiano non cerca di minimizzare: "Rispetto ad Aprilia ci manca ancora qualcosa, ma continuiamo a migliorare."

Una domenica per redimersi

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Ciò che colpisce nelle parole di Francesco Bagnaia, tuttavia, è la totale assenza di rassegnazione. Sceglie innanzitutto di concentrarsi sugli aspetti positivi di questo secondo posto, e lo fa in modo significativo: "Questo piazzamento sul podio è migliore rispetto allo Sprint precedente, perché qui l'ho ottenuto su asfalto asciutto e con un buon ritmo." L'implicazione è chiara: le basi sono solide, le sensazioni ci sono, e i ventisei giri del Gran Premio di domenica potrebbero raccontare una storia diversa. Una gara Sprint si corre a tavoletta fin dall'inizio, senza gestione degli pneumatici o strategie di usura: la gara principale segue regole diverse, e l'italiano lo sa meglio di chiunque altro.

Anche le condizioni meteorologiche potrebbero influenzare l'esito della partita. "Spero che domani il tempo sia bello, perché penso che questo potrebbe portarci a un buon risultato.""Così dice il pilota Ducati, con lo sguardo già rivolto alla domenica. Su un circuito Bugatti imprevedibile come quello di Le Mans, dove la pioggia è sempre in agguato, un cambio di condizioni può stravolgere una gerarchia consolidata in poche curve."

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