Fabio Di Giannantonio, quarto a Le Mans: "Per tenere il passo delle Aprilia, avrei dovuto dare il 120%."

Fabio Di Giannantonio ha concluso al quarto posto il Gran Premio di Francia a Le Mans, dopo la tripletta Aprilia. Il pilota della Ducati VR46 ha offerto un'analisi lucida dei suoi attuali limiti rispetto alle Aprilia, esprimendo al contempo fiducia per il resto della stagione.

pubblicato 11/05/2026 à 09:41

Zoé Ledent-Mouret

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Fabio Di Giannantonio, quarto a Le Mans: "Per tenere il passo delle Aprilia, avrei dovuto dare il 120%."

©Michelin Motorsport

Fabio Di Giannantonio non aveva gli strumenti per competere con le tre Aprilia questa domenica. Fin dai primi giri è stato chiaro: tenere il passo di Jorge Martín e Marco Bezzecchi avrebbe richiesto uno sforzo al di là dei suoi limiti attuali, con il rischio di perdere tutto. “Quando ho iniziato la gara, ho capito che per tenere il passo delle Aprilia avrei dovuto dare il 120%, quindi ho pensato che forse non fosse la cosa giusta da fare perché rischiavo troppo. Ho preferito mantenere il mio livello massimo per tutta la gara e cercare di dare il meglio nel finale.”

Una gestione oculata gli ha permesso di effettuare un sorpasso memorabile all'ultimo giro, conquistando il quarto posto e replicando una manovra già eseguita nel 2018. Tuttavia, il deficit individuato è preciso: la Ducati soffre rispetto all'Aprilia in termini di precisione in ingresso curva.

"La Ducati ha un avantreno decisamente migliore del nostro. Frenano come noi, ma con molta più precisione in ingresso curva. Riescono a far curvare la moto fin da subito usando i freni. Noi facciamo fatica in questo." Questa carenza ha conseguenze a catena: dovendo compensare con il posteriore ciò che l'anteriore non offre, l'italiano usura più rapidamente le gomme posteriori, un circolo vizioso che dovrà essere spezzato per sperare di competere con le Aprilia nel corso di una gara.

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Nonostante questa lacuna tecnica, Fabio Di Giannantonio sottolinea un cambiamento radicale nel suo approccio alla stagione. L'incostanza che lo ha caratterizzato lo scorso anno sembra aver lasciato il posto a una costanza di risultati che lo mantiene in lizza per il campionato. “Sono davvero felice. Penso di essere nel posto giusto per dimostrarlo. È una combinazione di diversi fattori: conoscere la stessa moto da due anni e poi avere una moto molto più prevedibile quest'anno. Questi due elementi insieme mi danno più fiducia. Così posso concentrarmi molto di più su me stesso.”

Riguardo al suo futuro, il pilota della VR46 rimane evasivo, ma lascia intendere che sono in corso delle discussioni con il suo manager per chiarire la situazione: "Penso che le cose mi saranno più chiare in seguito, forse a Barcellona." Quanto al suo status all'interno della Ducati — il miglior rappresentante del marchio italiano a Le Mans — elude la domanda con umorismo: "Io sono giallo. Quelle domande sono per la Ducati rossa."

Questa svolta drammatica la dice lunga sulla mentalità di un pilota concentrato sulla propria prestazione, non distratto dalle gerarchie interne della casa produttrice di cui rappresenta i colori satellite. In attesa di notizie sul suo futuro, l'italiano continuerà la sua stagione con VR46 a partire dal prossimo fine settimana con il Gran Premio di Catalogna.

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commenti

1 Commenti)

J

Ju

12/05/2026 alle 11:32

Solo una capra...la bici è un po' meno buona e subito cercano scuse...il Marc dell'anno scorso avrebbe già vinto quasi tutto...

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