Dal 2027 la MotoGP vieterà le wildcard.

La regola della Wildcard, un principio consolidato nella MotoGP, sta per scomparire. L'organo di governo della competizione lo ha annunciato giovedì 30 aprile.

pubblicato 30/04/2026 à 17:26

Mathieu Chambenoit

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Dal 2027 la MotoGP vieterà le wildcard.

©Michelin Motorsport

Il romanticismo del Wildcard in MotoGPÈ finita. Giovedì 30 aprile 2026, la Commissione Gran Premio si è riunita, prendendo diverse decisioni riguardanti il ​​futuro del Campionato del Mondo. Rappresentanti della FIM, della MotoGP e di altri enti affiliati erano presenti in gran numero per organizzare l'incontro e preparare la nuova era della categoria. La decisione più radicale e significativa di questa riunione è stata l'eliminazione completa della regola Wildcard.

In termini pratici, con il passaggio dall'era delle 1000cc a quella delle 850cc, tutte le case costruttrici dovranno cessare di prendere in considerazione l'utilizzo di wildcard a partire dall'inizio della stagione 2027. Inoltre, le wildcard saranno vietate anche nel 2026 per l'utilizzo di motociclette di generazione 2027, ad esempio a scopo di test. Questa disposizione entra in vigore immediatamente.

Che cos'è una wildcard in MotoGP?

Analogamente a diverse altre categorie, soprattutto nel motorsport, la Wildcard prevede l'inserimento di un pilota ospite in griglia per una singola gara. Infatti, quando una casa costruttrice richiedeva un pilota aggiuntivo in questo contesto, veniva aggiunta una moto alla griglia, a scapito della partecipazione del costruttore alla Wildcard. Il vantaggio era duplice: oltre a offrire opportunità di guida a un pilota generalmente scelto tra i collaudatori del team, permetteva al pilota in questione di acquisire esperienza e di effettuare una sorta di test completo nel contesto di un weekend di Gran Premio.

Perché questo divieto?

Il più grande sconvolgimento tecnico nella MotoGP degli ultimi 20 anni, il passaggio da 1000cc a 850cc, è caratterizzato da diversi cambiamenti importanti. In pratica, l'obiettivo è ridurre l'aerodinamica delle motociclette, mentre i sistemi di controllo dell'altezza da terra sono vietati. Presumibilmente, lo scopo di questo divieto è quello di fornire una maggiore regolamentazione allo sport durante questa fase di transizione.

Inoltre, sebbene correlati, l'obiettivo di fondo sarebbe quello di limitare i costi per i team meno ricchi nel paddock e di controllare meglio una forma di competizione tra i più ricchi. Infine, in linea con questi nuovi regolamenti, tutti i produttori partiranno da una posizione di parità (Rango B). L'obiettivo è, come il F1che alle discussioni siano coinvolti solo i piloti permanenti.

Per chi è nostalgico, la buona notizia è che le categorie Moto2 e Moto3 non sono interessate da questo divieto di Wild Card. Per questi campionati, tutto rimarrà come prima. Infine, è importante chiarire che la sostituzione dei piloti titolari, soprattutto in caso di infortunio, non rientra nel sistema Wild Card. Un pilota non titolare potrebbe quindi entrare in griglia temporaneamente, ma solo entro questo limite. Sorgerà inevitabilmente la domanda sulla giustificazione e l'efficacia di questo divieto, in particolare per quanto riguarda le sue prevedibili conseguenze in MotoGP.

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Mathieu Chambenoit

Responsabile delle categorie monoposto (F2, F3, FRECA, Eurocup-3, F4...), mi piace discutere di F1, Endurance o MotoGP.

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