Ferrari mette le cose nella giusta prospettiva prima della 6 Ore di Imola: "La macchina è la stessa di un anno fa".

Nonostante un inizio di weekend convincente e un Prologo controllato, la Ferrari si rifiuta di autoproclamarsi favorita a Imola. Tra incertezze sulla reale gerarchia, nuovi parametri tecnici e la prevista maggiore concorrenza, i piloti della 499P affrontano il primo appuntamento europeo con cautela.

pubblicato 17/04/2026 à 18:30

Zoé Ledent-Mouret

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Ferrari mette le cose nella giusta prospettiva prima della 6 Ore di Imola: "La macchina è la stessa di un anno fa".

© Florent Gooden/DPPI

Sulla carta, tutto sembra andare bene per Ferrari All'inizio di questa settimana a Imola. Dopo un Prologo conclusosi con un clamoroso 1-2-3, la prima sessione ha confermato la competitività della 499P, con un altro 1-2-3 per l'hypercar italiana nelle FP1: la AF Corse #83 in testa davanti alle Ferrari #50 e #51. Una gerarchia lusinghiera, ma che i protagonisti si sono rifiutati di interpretare eccessivamente prima dell'inizio del weekend.

Alessandro Pier Guidi, che corre sulla vettura numero 51 con Antonio Giovinazzi e James Calado, ridimensiona subito le aspettative: "Sembra che siamo molto forti, ma non ci consideriamo ancora i favoriti per il weekend. Abbiamo analizzato alcuni dati e le prestazioni degli altri costruttori, e non crediamo di essere necessariamente quelli che verranno battuti." Questa deliberata cautela si spiega in gran parte con il contesto del Prologo. Condizioni della pista variabili, programmi diversi per ogni team e mancanza di visibilità sui carichi di carburante o sulle strategie relative agli pneumatici: tutti questi fattori rendono difficile interpretare le prestazioni.

Miguel Molina, che accompagna Nicklas Nielsen e Antonio Fuoco nel numero 50, offre un'analisi simile: “Ognuno ha seguito un programma diverso. Non sappiamo cosa abbiano fatto gli altri. Il ritmo è completamente diverso. Certo, essere subito veloci è positivo – è meglio che essere lenti – ma non significa nulla.” In questa relativa incertezza, le prove libere e soprattutto le qualifiche dovrebbero offrire un primo quadro più preciso della vera gerarchia. Ma per ora, la Ferrari mantiene il massimo riserbo.

Un'auto coerente, ma con un'evoluzione misurata.

Se la Ferrari si mostra cauta nelle sue ambizioni, è anche perché la versione 2026 della 499P rappresenta una forma di continuità. A differenza di alcuni concorrenti che hanno introdotto cambiamenti più significativi, il marchio italiano ha scelto di capitalizzare su una piattaforma già altamente performante. Miguel Molina conferma questa stabilità: “Non credo che abbiamo fatto progressi. La macchina è la stessa di un anno fa, in termini di sensazioni e maneggevolezza. Anzi, già l'anno scorso qui andava bene: probabilmente era uno dei circuiti in cui si comportava al meglio.” Una caratteristica che potrebbe spiegare l'immediata competitività osservata a Imola, un circuito dove la 499P sembra trovarsi particolarmente a suo agio.

L'autista spagnolo ha persino offerto una spiegazione tecnica: "Probabilmente è perché la nostra auto affronta le curve piuttosto bene e gestisce meglio le asperità del terreno. Credo che questa sia la spiegazione principale." Da parte sua, Alessandro Pier Guidi sottolinea la coerenza complessiva del pacchetto: "La vettura continua a comportarsi bene. Non so se su questo circuito la differenza si noti davvero, ma finora, in base ai test che abbiamo effettuato, siamo piuttosto soddisfatti delle modifiche." Ma questa continuità tecnica solleva anche un interrogativo: la Ferrari sarà in grado di reggere il confronto con concorrenti che si sono evoluti in modo più significativo? Molina non nasconde le sue aspettative: "Onestamente mi aspetto che gli altri siano più forti. Quando apportiamo un miglioramento, è per ottenere prestazioni migliori."

Nuovi pneumatici e impostazioni di gara in continua evoluzione

Tra gli elementi chiave di questo inizio di stagione c'è l'introduzione dei nuovi pneumatici Michelin, che modificano leggermente i parametri di riferimento dei piloti. Sebbene i cambiamenti non siano radicali, comportano comunque degli aggiustamenti significativi, soprattutto durante le fasi di riscaldamento. Alessandro Pier Guidi spiega: "Abbiamo notato la differenza, soprattutto nel warm-up. L'obiettivo dei nuovi pneumatici era proprio questo: semplificarci un po' le cose. E soprattutto, credo che siano più sicuri."

Un sentimento condiviso da Miguel Molina, che tuttavia qualifica la loro prestazione: "Le nuove gomme non sono buone come le vecchie in termini di prestazioni pure, ma sono migliori in fase di riscaldamento. Dobbiamo ancora capirle meglio, dato che non abbiamo percorso molti chilometri con la nuova mescola." Questa fase di apprendimento potrebbe giocare un ruolo decisivo nelle prime gare della stagione, soprattutto perché alcuni concorrenti hanno già più esperienza grazie ai loro impegni in IMSA.

Al di là degli aspetti tecnici, tutti gli occhi sono puntati su un elemento chiave del weekend: le qualifiche. Su un circuito stretto e tortuoso come quello di Imola, la posizione in griglia potrebbe determinare l'intera gara. Alessandro Pier Guidi non lascia spazio a dubbi: "Questa è la chiave del weekend. Le gare di durata stanno diventando sempre più una sorta di sprint lungo. Se non sei in testa, è molto difficile, perché potrebbe esserci una bandiera gialla, una virtual safety car o qualcos'altro che gioca a tuo sfavore." Questa realtà è amplificata dalla difficoltà di sorpasso su questo circuito, soprattutto nei primi giri. Il pilota italiano riflette su queste fasi spesso decisive: “Non avevamo molta scelta: dovevamo solo continuare. Quindi all'inizio non c'è stata una vera e propria gestione del carburante. […] I primi stint sono stati piuttosto rischiosi, ma era quello che dovevamo fare per cercare di conquistare punti.”

In questo contesto, la capacità di posizionarsi subito in testa potrebbe fare la differenza, in una disciplina dove anche il minimo periodo di safety car può rimescolare le carte. La Ferrari si avvicina quindi alla 6 Ore di Imola in un delicato equilibrio. Solida nei fondamentali, competitiva su un circuito che le si addice, la Scuderia rimane cauta di fronte a una concorrenza che sa essere in costante miglioramento. Una cosa è certa: sebbene i segnali siano positivi, il verdetto finale in pista è ancora tutto da vedere.

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