La domanda era inevitabile. Sapere che l'avventura Alpine en WEC L'annuncio che la squadra cesserà le attività al termine della stagione 2026 avrebbe potuto smorzare l'entusiasmo del team blu alla vigilia di Imola. Ma non è successo. Il messaggio è unanime e sorprendentemente coerente: nessuno guarda alla fine, tutti guardano avanti. Il loro approccio è innanzitutto quello di atleti, che si rifiutano di lasciare che un annuncio istituzionale interferisca con il loro lavoro quotidiano, soprattutto perché per ognuno di loro il prossimo capitolo si aprirà sotto una bandiera diversa. Frédéric Makowiecki riassume senza mezzi termini la mentalità collettiva: “Qualunque cosa accada in futuro, siamo qui per dare il massimo. Possiamo contare sul supporto di tutta la squadra. Credo che dobbiamo essere motivati e motivare anche loro, per dimostrare che saremo lì fino alla fine. Daremo tutto. Otterremo risultati, questo è certo.”
Antonio Felix da Costa sta seguendo la stessa direzione, con la logica di un pilota di Formula 1. "Sì, finisce alla fine dell'anno. Ma mancano ancora sette o otto mesi. Concentriamoci su oggi, su questo mese. Concentriamoci su questa stagione." Jules Gounon, dal canto suo, illustra la scelta mentale che la squadra ha compiuto collettivamente. Una linea d'azione semplice, ma che richiede una particolare mentalità. "Ci sono due modi di vedere la situazione: o ci concentriamo sul fatto che tutto questo finirà, oppure ci concentriamo semplicemente sul suo lavoro. Continuiamo a lavorare sodo con il nostro team per trarre il meglio dalla situazione. In questo momento, credo che sia questo l'aspetto su cui siamo tutti concentrati. Tutti noi."
Ciò che colpisce è anche il fatto che diversi piloti collocano questa stagione nel contesto della propria traiettoria professionale, indipendentemente dal futuro...AlpinePer loro, la fine del programma non cambia l'equazione fondamentale: le prestazioni restano il miglior argomento per il resto delle loro carriere. Victor Martins, che arriva quest'anno per la sua prima stagione in Hypercar da quando autoConosce già molto bene la costante incertezza sul futuro e la spiega con chiarezza: “Dobbiamo rimanere motivati perché penso che quello di pilota sia il lavoro più bello del mondo, avere la possibilità di correre in un'Hypercar. È un'opportunità fantastica per me e per la mia carriera. Ho sempre corso con le monoposto, senza mai sapere cosa avrei fatto l'anno successivo. Quindi per me non cambia nulla, né in termini di pressione, né di motivazione. Sono semplicemente entusiasta.”
Una squadra che ha scelto l'attacco anziché la gestione
La testimonianza più illuminante riguardo alle dinamiche interne arriva da Ferdinand Habsburg. L'austriaco ammette di essere arrivato alla pausa estiva con una certa apprensione dopo l'annuncio della fine del programma, ma i suoi dubbi sono stati presto dissipati: “Sono arrivato in officina. Sono andato in pista. Ho partecipato al primo giorno di test. Ed è stato l'esatto opposto di quello che mi aspettavo. Qualunque cosa abbiano fatto, si sono davvero impegnati al massimo. Penso che abbiamo ricevuto tutti gli aggiornamenti che potevamo sperare. Quindi non si sono risparmiati. Hanno dato il massimo.” Egli insiste sul fatto che questa energia non deriva da un discorso superficiale, bensì dalla realtà del lavoro svolto.
Habsburg si spinge oltre nella sua analisi, avendo prolungato il contratto solo poche settimane prima dell'annuncio ufficiale. "In qualche modo, i ragazzi in mezzo sono riusciti a creare un'atmosfera fantastica che ha reso l'esperienza davvero positiva. Quest'anno ero più motivato, semplicemente grazie all'energia che la squadra mi ha trasmesso. Non so come ci siano riusciti." Una squadra consapevole di stare giocando la sua ultima stagione avrebbe potuto allentare la pressione, ritardare gli sviluppi, gestire la situazione invece di attaccare. Alpine ha chiaramente fatto la scelta opposta, attuando tutti i cambiamenti previsti e mantenendo una dinamica intatta.
Charles Milesi completa questo quadro con un requisito personale chiaramente espresso: "Dobbiamo dare il 100%. Perché come piloti stiamo facendo bene. Dobbiamo solo continuare a lavorare come abbiamo fatto negli ultimi anni." L'impegno totale non viene presentato come uno sforzo aggiuntivo dovuto alle circostanze, ma come la naturale continuazione di ciò che la squadra ha sempre fatto. Questo è forse il segnale più incoraggiante per quest'ultima stagione.
Le Mans come orizzonte, Imola come punto di partenza
Dal punto di vista sportivo, l'obiettivo che dà significato a tutta quest'ultima campagna è chiaramente identificato da tutto il gruppo: il 24 ore di Le MansMilesi lo esprime con una precisione che riassume le ambizioni collettive: “Vogliamo dimostrare di avere il passo giusto. A Le Mans, che in un certo senso è la gara più importante della stagione, vogliamo fare bella figura. Ed è per questo che siamo venuti qui a Imola con la stessa motivazione: abbiamo l'opportunità di portare la vettura al livello che merita per Le Mans.”
Da Costa completa questa visione con l'argomentazione più semplice e al tempo stesso più incisiva: "Le vetture blu sono ancora in gara. Non c'è motivo per non fare bene. E per non dare il massimo per il marchio." Per AlpineImola è solo un punto di partenza. Il vero appuntamento con la storia si terrà a giugno, a Le Mans, durante una gara che il team affronterà con la ferma intenzione di dimostrare, un'ultima volta, che questo programma meritava di esistere.
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